D.Lgs 179/2026 AI Act: cosa cambia dal 23 ottobre per PMI e professionisti
Il D.Lgs 179/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026, entra in vigore il 23 ottobre 2026. Fa parte dell’adeguamento italiano al Regolamento UE 2024/1689 (l’AI Act): indica quali autorità vigilano sull’intelligenza artificiale e tocca lavoro, sicurezza e formazione professionale.
In breve
- Quando: pubblicato l’8 ottobre 2026, in vigore dal 23 ottobre 2026.
- Chi vigila: l’ACN (Agenzia per la cybersicurezza nazionale) ha il ruolo centrale nella vigilanza del mercato; l’AgID è l’autorità di notifica; il Garante per la protezione dei dati personali presidia i settori più sensibili per i diritti, con le autorità settoriali competenti.
- Lavoro: secondo la sintesi di Guida Finestra, le decisioni sul rapporto di lavoro non possono essere affidate solo a sistemi automatizzati e la responsabilità finale resta in capo a una persona fisica.
- Professionisti: gli ordini devono integrare alfabetizzazione digitale e formazione nei percorsi di accesso e aggiornamento.
- Sanzioni: il Regolamento UE prevede massimi fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, e fino a 15 milioni di euro o al 3% per gli altri obblighi.
Cosa è successo e quando
Secondo Agenda Digitale, l’Italia ha completato la prima fase di adeguamento all’AI Act con due decreti legislativi attuativi della legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale. Il D.Lgs 179/2026 è quello che definisce chi vigila e con quali ruoli; il dibattito pubblico sui decreti si è concentrato soprattutto sul riconoscimento facciale e sulle nuove regole di responsabilità.
Per le imprese la data da segnare è il 23 ottobre 2026: da lì il quadro italiano di vigilanza è operativo.
Chi vigila sull’intelligenza artificiale in Italia
| Autorità | Ruolo secondo il decreto |
|---|---|
| ACN | Ruolo centrale nella vigilanza del mercato dei sistemi di IA |
| AgID | Autorità nazionale di notifica |
| Garante per la protezione dei dati personali | Settori più sensibili per i diritti |
| Autorità settoriali competenti | Partecipano alla vigilanza negli ambiti di loro competenza |
Il nodo, segnalato da Agenda Digitale, è l’indipendenza: la vigilanza ordinaria è affidata a un’agenzia governativa, mentre l’autorità indipendente presidia i settori sensibili per i diritti. Il modello è giudicato conforme al diritto europeo, ma lascia aperte questioni di indipendenza, di coordinamento e di effettività della tutela. In pratica: per un’impresa l’interlocutore dipende da cosa fa il sistema, non da chi lo ha costruito.
Quanto sono le sanzioni?
Le cornici massime le fissa l’articolo 99 del Regolamento UE 2024/1689:
| Violazione | Massimo previsto dal Regolamento |
|---|---|
| Pratiche di IA vietate (art. 5) | 35 milioni di euro o 7% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente, se superiore |
| Altri obblighi (fornitori, deployer, importatori, distributori, organismi notificati, trasparenza) | 15 milioni di euro o 3% del fatturato mondiale annuo, se superiore |
Sono tetti, non importi automatici: per le PMI e le start-up il Regolamento prevede che si applichi l’importo più basso tra la soglia fissa e la percentuale, e gli Stati membri devono considerare gli interessi delle PMI e la loro sostenibilità economica. Guida Finestra riferisce che il mancato rispetto del decreto comporta sanzioni amministrative pecuniarie, senza indicare importi: quelli nazionali non li abbiamo verificati sul testo definitivo (fonte: articolo 99 del Regolamento).
Cosa cambia per le PMI
Secondo la sintesi del decreto pubblicata da Guida Finestra, 3 punti toccano direttamente chi ha dipendenti:
- assunzioni, licenziamenti, procedimenti disciplinari e valutazioni delle performance non possono essere affidati esclusivamente a sistemi automatizzati: la responsabilità finale deve restare in capo a una persona fisica;
- se l’IA incide su processi produttivi o sicurezza, il datore di lavoro deve aggiornare la valutazione dei rischi;
- le aziende devono informare e formare i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione.
Il testo contiene anche disposizioni su sperimentazione, formazione e protezione delle informazioni aziendali connesse ai sistemi di IA (fonte: Consulenti del Lavoro, novità normative della settimana 12-18 ottobre 2026).
Cosa cambia per i professionisti
Gli ordini professionali devono integrare alfabetizzazione digitale e formazione nei percorsi di accesso e di aggiornamento, e ogni categoria definirà il monte ore minimo di formazione continua. Il decreto apre inoltre alla possibilità di valutare l’uso dell’IA nella disciplina dell’equo compenso (fonte: Guida Finestra).
Cosa fare adesso: 3 azioni concrete
- Mappare gli strumenti di IA in uso. Elenca chatbot, assistenti, agenti AI e funzioni AI dentro i software che già paghi: chi li usa, per quale decisione, con quali dati. Se hai un assistente che risponde ai clienti, parti da lì: la guida all’agente vocale AI per PMI spiega cosa fa e dove sta il confine con la decisione umana.
- Verificare ruoli e formazione. Per ogni uso che tocca persone, lavoratori o clienti, indica chi risponde del risultato e se il personale è stato informato e formato sui rischi.
- Preparare la documentazione. Tieni per iscritto la mappa, i ruoli e le istruzioni date ai dipendenti, e aggiorna la valutazione dei rischi se l’IA cambia il modo di lavorare.
Se usi un agente che parla con clienti al telefono, guarda anche cosa deve dichiarare: ne parliamo in Voice AI e AI Act: cosa deve dire un agente vocale per essere a norma. Se stai valutando di finanziare il progetto, trovi i limiti in Company Brain finanziato con la Nuova Sabatini, e per capire dove va il mercato degli agenti c’è Gemini Agent di Google e cosa cambia per le PMI.
Come lo viviamo noi
Abbiamo costruito e collaudato ogni giorno un sistema di agenti AI sorvegliato da controlli automatici e test, e abbiamo annotato gli errori per non ripeterli. Nella nostra esperienza la regola è sempre la stessa, ed è quella che il decreto mette per iscritto: un agente può preparare, proporre ed eseguire, ma l’ultima parola su ciò che tocca una persona resta a un umano che sa di averla. Abbiamo imparato a progettare ogni agente partendo da questa domanda: chi risponde, se qualcosa va storto?
Cosa non è ancora chiaro
- Gli importi esatti delle sanzioni italiane: qui valgono i tetti del Regolamento, ma il testo definitivo del decreto va letto per intero.
- Il coordinamento fra autorità, che Agenda Digitale indica come questione aperta.
- Il monte ore minimo di formazione per ciascuna categoria professionale, che sarà definito dai rispettivi ordini.
Domande frequenti
Quando entra in vigore il D.Lgs 179/2026?
Il 23 ottobre 2026. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026.
Chi controlla le aziende che usano l’intelligenza artificiale?
La vigilanza del mercato ruota attorno all’ACN. Il Garante per la protezione dei dati personali e le autorità settoriali intervengono su ambiti specifici.
Un’azienda può far decidere un licenziamento a un sistema di IA?
Secondo la sintesi del decreto di Guida Finestra, no: le decisioni sul rapporto di lavoro non possono essere affidate esclusivamente a sistemi automatizzati e la responsabilità finale resta a una persona fisica.
Il decreto riguarda anche i liberi professionisti?
Sì, attraverso gli ordini professionali, che devono integrare formazione e alfabetizzazione digitale nei percorsi di accesso e aggiornamento.
Se vuoi capire quali agenti AI hai già in azienda e quali regole li riguardano, ne parliamo in una call: scopri come lavoriamo sul Company Brain.
Fonti: Agenda Digitale · Guida Finestra · Consulenti del Lavoro · Regolamento UE 2024/1689, art. 99.